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Ultimo di quattro fratelli, Tranquillo Cremona nacque
a Pavia il 10 aprile 1834 da Gaudenzio, avvocato di origine novarese, e
Teresa Andreoli sua seconda moglie.
Rimasto presto orfano dei genitori, manifestò fin da
giovanissimo la sua attitudine per la pittura tanto che già dall'anno
scolastico 1848/49 risulta iscritto alla civica scuola di pittura dove
allievo di Giacomo Trecourt ed ebbe modo d conoscere il Piccio.
Nel 1852 si trasferì a Venezia, dove frequenta
l'Accademia di Belle Arti e studiò la pittura
veneziane del Cinquecento della quale apprezzava soprattutto la
ricchezza cromatica. Di
questa scrupolosa educazione accademica fa fede i dipinto Un falconiere nel XVI secolo (Milano, Galleria d'Arte Moderna),
esposto a Brera nel 1859.
Dopo un breve ritiro presso la sorella in Lomellina
per evitare l'arruolamento, giunse a Milano dove si iscrisse all'Accademia
di Brera partecipando alle esposizioni annuali.
Dalle lezioni di Giuseppe Bertini e Francesco Hayez
derivò l'interesse per i soggetti storici che caratterizzano la sua
attività ancora agli inizi del settimo decennio: Una
visita alla tomba di Giulietta e
Romeo del 1862 (Milano, Galleria d'Arte Moderna), Marco Polo alla corte del Gran Kan
del 1863 (Roma, Galleria Nazionale d'Alte Moderna).
In questi anni collaborò anche come caricaturista ad
alcuni fogli e testate umoristiche, eseguì disegni per litografie,
figurini di moda e alcuni frontespizi per le edizioni Ricordi.
Nel 1863 si avvicinò al gruppo di artisti, pittori,
scultori, musicisti e letterati che diedero vita al movimento della
scapigliatura, ma nonostante la sua attiva partecipazione al gruppo - era
ricordato come uno dei più estroversi - la sua produzione pittorica
rimase nei limiti del tardo romanticismo con opere quali La tradita del 1866 (Milano, Collezione Crespi) o Idillio,
esposto a Brera nel 1866.
Solo con 1 cugini, esposto a Torino nel 1870 e a
Brera nel 1871, Cremona giunge alla maturazione del suo stile
personalissimo di sfaldare le forme in complicate e morbide essenze
luminose. Nascono così le sue opere più celebri come Silenzio
amoroso del 1873 (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), In ascolto del 1874 (Milano, Collezione Valdata), L'edera, ultimo suo lavoro, del 1878 (Torino, Civica Galleria d'Arte
Moderna).
In questi stessi anni era cresciuta anche la sua fama
di ritrattista, attestata dai ritratti di Maria Marozzi, della Signora Déschamps
(entrambi a Milano, Galleria d'Arte Moderna) o di Vittore Grubicy (Milano,
Collezione Malinverni).
Aveva anche sperimentato la tecnica dell'acquerello
nella quale portò a risultati estremi la sua ricerca di dissoluzione
formale: tra questi fogli si ricordano Le
page boudeur e High Life (Milano, Galleria d'Arte Moderna) del 1876, I
cuginetti (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), Contrasti
(Bergamo, Collezione credi Arturo Tosi), Ripassando
la lezione e Le curiose (Codogno, Raccolta d'Arte Lamberti).
Negli ultimi anni non mancarono riconoscimenti
ufficiali: nel 1874 fu nominato socio onorario dell'Accademia di Brera e
nel 1878 direttore della scuola d'arte di Pavia.
Morì improvvisamente il 10 giugno 1878, secondo le
prime biografie per avvelenamento dovuto all'abitudine di impastare i
colori sul braccio invece che sulla tavolozza.
Bibliografia:
C.
Boito, Scultura e pittura d'oggi, Torino
1877; Illustrated Catalogue of
Alberto Grubiciy’s Picture Gallery in the Italian Exhibition in London, Milano 1888; G. Pisa, Tranquillo
Cremona, Milano 1899; U. Bergamo, Tranquillo
Cremona, Bergamo 1912; L. Perelli, P. Levi, Tranquillo
Cremona, Milano 1913; U. Thieme, F Becker, Allgemeines Lexihon der bildenden Kunstler, 8, Leipzig 1913; M.
Bezzola, G. Nicodemi, U. Ojetti, Mostra
commemorativa delle opere di Tranquillo Crenioiia nel 50' anniversario
della morte, Milano 1929; A. Neppi, Tranquillo Cremona, Roma 1931; G. Nicodemi, Tranquillo Cremona, Milano 1933; M. Biancale, La giovinezza
di Tranquillo Cremona, in "L'Arte", XI (1940); S. Pagani, La
pittura lombarda della Scapigliatura, Milano 1955, ad
indicem; E. Piceni, M. Monteverdi, Pittura
lombarda dell'Ottocento, Milano 1969; M. Monteverdi, Storia
della pittura italiana dell'Ottocento,
Busto Arsizio 1975; A. Pino Adami, Cremona
Tranquillo, in Dizionario Biog-rafico
degli Italiani, 30, Roma
1984 (con bibliografia); C. Pioppi, in Il
secondo '800 italiano. Le
poetiche del vero (Catalogo della mostra, a cura di R. Barilli),
Milano 1988 (con bibliografia); G. Dainotti, Cremona Tranquillo, in La Pittura italiana. L'Ottocento,
II,
Milano 1991.
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