|
Di origini borghesi, Eugenio Gignous era nato a
Milano il 4 agosto 1850 da Laurent, facoltoso commerciante di sete
proveniente dal Delfinato, e da Marianna Taveggia Brizzolara di antica
famiglia lombarda.
Nel 1864 si era iscritto all'Accademia di Brera, dove
restò fino al 1870 seguendo i corsi di Luigi Riccardi. Fu però
determinante la conoscenza di Tranquillo Cremona e degli scapigliati che
egli frequentò all'ortaglia del monastero delle Fatebenesorelle dove
Cremona aveva aperto il proprio studio.
Nel 1870 esponeva a Brera il Cortile rustico a Colombera, secondo
un cronista lo stesso corti della casa di Cremona. I rapporti tra i due
fur no assai cordiali tanto che dipinsero a quatto mani nel 1873 Faust e Mcírgheita nel bosco, dove paesaggio spetta a Gignous e le
figure Cremona e l'anno successivo Gignous dipinse l'olio Tranquillo Cremona mentre dipinge all'aperto il tratto di Benedetto Junck.
Gignous andava però sempre più privilegiano la
pittura di paesaggio, in significativa sintonia con il gruppo di Rivara.
Nel 1878 compie un viaggio di studio a Roma inizia a
frequentare Filippo Carcano. Questi,
nel 1879, lo condurrà sul Lago Maggiore, dove Gignous inizia a dipingere
la serie di paesaggi verbanesi (Gignese, Feriolo, Mottarone) che
renderanno uno dei più apprezzati pittori paesaggio en
plein air del secondo Ottocento italiano. In quello stesso anno già
esponeva a Brer un panorama del lago.
Nel 1881 sposa Matilde Ferri, e nel 1887 si
trasferisce definitivamente a Stresa da dove si sposta raramente per la
Liguria (Varigotti, dove esegu le sue marine) e Venezia dove un tempo
aveva pensato di trasferirsi.
Non aveva tuttavia rinunciato a partecipare alle
mostre più prestigiose, né a coltivare i suoi ra porti amichevoli con
mercanti e critici milanesi Vittore Grubicy, Pesaro, Barbaroux e Gussoni.
L'ultima fase della sua attività, dopo il 1890, 1 vede impegnato
in una ricerca di sintesi tra 1 frammentarietà della pittura cremoniana,
il realismo alla Carcano e l'intimismo romantico d Fontanesi (Paesaggio
di primavera, Milano Galleria d'arte Moderna); ricerche che tuttavia
rimasero incompiute per la morte dell'artista i 30 agosto 1906.
Bibliografia:
A. de Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi, Firenze 1906; A. Massara, Medaglion Eugenio Gignous, in
"Verbania", gennaio-febbraio 1909 A. Francini, Eugenio
Gignous. 1850-1906, in "Pinacotheca"
I, settembre-ottobre 1928; E. Somaré, Storia
dei pittori italiani dell'Ottocento, I,
Milano 1928; U. Thieme, Becker, Allgemeines
Lexikon der bildenden Kúnstler, 14 Leipzig 1921; A.M. Comanducci,
Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e inciso7i italiani moderni e
contemporanei, 3. ed. a cura di L. Pelandi e L. Ser-volini, Milano
1962, II; M. Monteverdi, Storia
della pittura italiana dell'Ottocento,
Busto Arsizio 1975; N. Colombo, Eugenio
Gignous, Milano 1985 (con bibliografia); P. Nicholls, Eugenio Gignous pittore a Stresa, Intra 1986 (con bibliografia); G.
Ginex, Gignous Eugenio, in La
Pittura italiana. L'Ottocento,
II, Milano 1991.
|