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Carlo Lamberti

 

Paolo Troubetzkoy

AIntra 1866 - Pallanza 1938

 

bronzo, h. 51 cm

Inv.: Lascito Novello, 1988

Firmato e datato sul piedistallo: "Paul Troubetzkoy 1912"

Provenienza: Codogno, Collezione Carlo Lamberti; Codogno,Giuseppe Novello

 

 

 

Paolo Troubetzkoy proveniva da una nobile famiglia di origine russa che tra le prime aveva compreso e apprezzato gli artisti della scapigliatura, principalmente i pittori Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, spesso ospiti nella loro villa sul Lago Maggiore, ma anche lo scultore Giuseppe Grandi del quale fu allievo. Il giovane Troubetzkoy si formò a un ideale artistico che prediligeva una rappresentazione veloce e impressionistica della realtà. Comprensibile dunque che Carlo Lamberti, grande ammiratore e collezionista di Tranquillo Cremona, fosse portato istintivamente ad apprezzarne l'opera. Il bronzetto del Lamberti si inserisce in una serie fortunata di ritratti a figura intera eseguiti per la borghesia europea e americana del primo Novecento e trova molte affinità iconografiche con il Ritratto del granduca Andrej Vladimirovic Romanov del 1910 o con le statuette che compongono i ritratti de La famiglia Vanderbilt del 1911: opere che rispondono "a quei canoni di raffinata eleganza e di aristocratica compunzione che fecero da riferimento a tanta parte della ritrattistica ufficiale realizzata da Troubetzkoy negli anni del suo maggior successo commerciale" (Paolo Troubetzkoy, 1988). Il Ritratto di Carlo Lamberti si colloca infatti in un momento di grande celebrità per lo scultore.  Proprio nel 1912 il critico R. Gioli si era fatto promotore di una sottoscrizione per riconoscere l'italianità di Troubetzkoy affinché la successiva Biennale di Venezia gli dedicasse una sala (Frezzotti, 1990). La scultura, realizzata nello stesso anno in cui l'artista eseguì anche il ritratto ad olio di Lamberti, giunse a Novello per eredità nel 1961 insieme a un gruppo di opere tra cui altre due sculture di Troubetzkoy.