Il comune di Graffignana sorge sulla riva destra del Lambro, in un territorio in gran parte pianeggiante, ma che al suo confine meridionale diventa lievemente ondulato con le colline di San Colombano.Vi si trovano ricchi strati fossiliferi, che ne denunciano l’origine marina, da un atollo corallino sorto durante il Pliocene e ricoperto dopo il ritiro delle acque di materiale di fluitazione: argille, sabbie, ciottoli. Lo strato superficiale è costituito da una miscela di sabbie finissime e calcaree, che permette con successo la coltivazione della vite.

Graffignana va fiera della propria produzione vinicola ( per lo più in piccoli poderi a conduzione familiare), per la quale è stata ottenuta la Denominazione di Origine Controllata.

I primi abitatori di questa zona, celti, liguri, umbri, etruschi, scelsero forse di stanziarvisi proprio per sfruttare la fertilità della terra, particolarmente adatta a produrre un ottimo vino.

Alcuni ritengono che il nome di Graffignana sia di origine romana: sarebbe da collegare a “Corfiniana”, a sua volta derivante da “Corfinius”, proprietario latino del territorio. Altri invece suppongono che il nome sia più tardo, e di eredità longobarda: la “Gaifaniana Langobardorum” citata in documenti del  XI secolo. Comunque  qualche ulteriore ed interessante informazione sulle origini del paese ci viene dagli scavi, che si effettuarono nella zona collinare soprattutto verso la fine del secolo scorso e nei primi decenni del’900.

Studiosi, archeologi, paleontologi, spesso dietro segnalazione dei contadini, rinvennero in località Ronchi, verso Miradolo, una tomba romana formata da tavelloni, contenente tre grandi urne cinerarie, monete e ossa combuste; resti di sepolture gallo-romane furono scoperti anche alla Cascina Porchirola e a Valle Lambrana, presso San Colombano.

Il primo documento scritto che riporta il nome “Gaifiniana” è un atto dotale della prima metà del X secolo: la bella principessa Adelaide, figlia di re Rodolfo, andando sposa a Lotario II re d’Italia, ne riceveva in dono la “Curtis Ollona” (Corteolona) con tutte le sue spettanze, fra cui Graffignana. Sposatasi una seconda volta con l’imperatore Ottone I,  Adelaide regalò Graffignana al monastero pavese di San Salvatore. Assieme ad altri paesi vicini, nel 1034. Graffignana passa poi all’arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano. Durante le lotte fra Federico Barbarossa e i comuni lombardi, Graffignana fu teatro di un tentativo (fallito) di riappacificazione fra le due parti. Distrutta per due volte Lodi dai milanesi, distrutta anche Milano dall’imperatore con i lodigiani alleati, i comuni lombardi si uniscono nella lega di Pontida, ma prima tentano un accordo per scongiurare lo scontro frontale: è il convegno di Graffignana del 1176; le parti non raggiungono un’intesa e scoppia la guerra che a Legnano si concluderà con la sconfitta e l’umiliazione dell’Hohenstaufen.

In seguito il nuovo vescovo di Milano Giovanni Visconti, investe dei beni di Graffignana alcuni feudatari minori. La signoria dei Visconti mantiene dunque sul paese il proprio dominio, finchè il più famoso di questi, Gian Galeazzo decide di regalare Graffignana, San Colombano, Porchirola, Vimagano e Campo San Salvatore  alla “fabbrica della Certosa di Pavia “: la magnifica chiesa, voluta quale sontuoso mausoleo sepolcrale dal duca, iniziata nel 1396. Incomincia così l’appartenenza di Graffignana ai certosini, che, salvo qualche brevissima interruzione, lo terranno per quattro secoli, fino al 1782. I certosini abili  agricoltori, esperti in tecniche di irrigazione e bonifiche d’avanguardia, diedero un assetto esemplare a queste terre, ed in segno di riconoscenza lo stemma comunale di Graffignana reca il moto antico della Certosa di Pavia “GRA  CAR”, che significa  “Gratiarum Cartusiae”, ovvero Certosa delle Grazie (come è noto tutte le Certose sono infatti dedicate alla Madonna delle Grazie).

Nel  1782 Giuseppe II d’Austria toglie il feudo ai certosini e lo concede al principe Lodovico Belgioioso, suo ministro plenipotenziario nei Paesi Bassi, per ricompensarlo dei suoi servigi, ma l’investitura dura poco tempo, perché nel 1792 i feudi vengono soppressi.

La storia risorgimentale ricorda un valoroso bersagliere di Graffignana, Bianchi Costante, che disertò per unirsi a Garibaldi nel 1862, ma venne fucilato in Sicilia.

 

Dal censimento del 1931 Graffignana risulta con una popolazione di 2273 abitanti; questo paese ha dato alla grande guerra 34 caduti e un decorato al valore militare.

 

 

CHIESE E MONUMENTI

 

La parrocchiale è dedicata ai SS. Pietro e Paolo: la sua fondazione risale al XIV secolo, ma è stata ampliata e ristrutturata più volte nei secoli XVII e XIX e completata nel 1946 con una facciata arieggiante lo stile romanico, caratterizzata da un curioso oculo vuoto al posto del rosone. All’interno conserva alcune statue lignee di scuola tardobarocca.

 

In località Vimagano si trova la piccola chiesa di Maria SS. e S. Antonio, rimaneggiata nel dopo guerra, al cui interno si venera una Madonna col Bambino del ’700.

 

Abbastanza caratteristico è poi il vecchio ponte di ferro sul Lambro, che sorge sul posto di quello di legno costruito dai certosini, che facevano pagare il pedaggio ai transitanti.

 

Infine ricordiamo il castello che sorgeva dominante il Lambro, dirimpetto a Vigarolo, ormai si distingue appena, inglobato in un ampio caseggiato rurale.

 

Nelle vicinanaze di Graffignana, nell’occasione di alcuni scavi, si rinvennero, in varie località, sepolture romane , con relativi cimeli, che sono conservati in parte nel museo Civico di Lodi

 

 

 

 

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